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Automatizzare WhatsApp Business: app, API e costi.

Di Alfredo Borsari e Lorenzo Partiti, New Media Solution · pubblicata il

In breve

WhatsApp Business si automatizza in due modi. L'app gratuita offre messaggi di benvenuto, di assenza e risposte rapide, adatti a volumi piccoli. La WhatsApp Business Platform (API) di Meta collega WhatsApp a CRM e software, con risposte automatiche, più operatori e notifiche. Dal 1° luglio 2025 l'API si paga a messaggio consegnato, in base alla categoria e al Paese del destinatario; le risposte entro 24 ore dal messaggio del cliente sono gratuite.

Il servizio collegato: Automazioni e intelligenza artificiale per aziende

Come si automatizza WhatsApp Business?

Per automatizzare WhatsApp Business ci sono due strade. L'app WhatsApp Business, gratuita, permette un messaggio di benvenuto, un messaggio di assenza, risposte rapide, etichette e catalogo: è automazione di base, adatta a chi riceve pochi messaggi. Per flussi veri, come risposte automatiche alle domande frequenti, raccolta dei dati del contatto, smistamento tra più persone e collegamento al CRM, serve la WhatsApp Business Platform, cioè l'API di Meta, usata direttamente o tramite un fornitore partner. L'API si collega a software di automazione e gestione dei contatti.

Che differenza c'è tra l'app WhatsApp Business e l'API?

L'app è pensata per una persona o un piccolo gruppo che risponde a mano dal telefono, con poche automazioni. L'API non ha un'app propria: si usa attraverso un software, come un CRM, un helpdesk o una piattaforma di chatbot, e permette più operatori sullo stesso numero, messaggi automatici, notifiche su ordini e appuntamenti e lo scambio di dati con altri programmi. L'API richiede un account aziendale verificato su Meta e il rispetto delle regole di WhatsApp sui messaggi inviati per primi.

Quanto costa la WhatsApp Business API?

Dal 1° luglio 2025 Meta fa pagare l'API a messaggio consegnato, con tariffe che dipendono dalla categoria del messaggio (marketing, utilità, autenticazione) e dal Paese del destinatario. I messaggi liberi inviati entro 24 ore dall'ultimo messaggio del cliente sono gratuiti, così come i messaggi di utilità inviati in quella finestra. Se il cliente scrive da un annuncio che apre WhatsApp e rispondi entro 24 ore, si apre una finestra gratuita di 72 ore. A questi costi si sommano il software o il fornitore e l'impostazione dei flussi. Le tariffe aggiornate per Paese sono sul sito di Meta.

Cosa sono i messaggi template di WhatsApp?

Sono messaggi con un testo approvato in anticipo da Meta, gli unici che un'azienda può inviare per prima o fuori dalla finestra di 24 ore dall'ultimo messaggio del cliente. Ogni template appartiene a una categoria: marketing per promozioni e offerte, utilità per conferme d'ordine, spedizioni e promemoria di appuntamento, autenticazione per i codici di accesso. La categoria determina il costo. Il testo può contenere campi variabili, come nome, data o numero d'ordine, e pulsanti di risposta.

Serve il consenso dei clienti per scrivere su WhatsApp?

Sì. Le regole di WhatsApp chiedono che il cliente abbia dato il consenso a ricevere messaggi dall'azienda prima che questa gli scriva per prima, e che possa smettere di riceverli facilmente. Per i messaggi promozionali serve anche il consenso al marketing previsto dal GDPR, raccolto con un'informativa chiara, ad esempio nel modulo del sito o in fase d'ordine. Quando è il cliente a scrivere per primo, rispondere alla sua richiesta non richiede altro.

Cosa si può automatizzare concretamente su WhatsApp?

Le risposte alle domande frequenti, come orari, prezzi indicativi e disponibilità; la raccolta di nome, richiesta e dati utili prima di passare la chat a una persona; conferme e promemoria di appuntamenti; notifiche di ordine e spedizione; lo smistamento della conversazione alla persona giusta. Ogni contatto può finire nel CRM con la campagna che l'ha generato e un promemoria se nessuno lo ricontatta. Le parti delicate, come trattative e reclami, restano a una persona.

Un chatbot su WhatsApp può sostituire le persone?

No, e non dovrebbe: gestisce le prime risposte e lo smistamento, poi passa la conversazione a una persona quando la richiesta lo richiede. Funziona bene quando ha risposte verificate su un perimetro limitato e dichiara cosa può fare. Se usa l'intelligenza artificiale, dal 2 agosto 2026 l'AI Act europeo chiede di informare chiaramente le persone che stanno parlando con un sistema automatico. Va sempre lasciata una via semplice per parlare con qualcuno.

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