Come si automatizza WhatsApp Business?
Per automatizzare WhatsApp Business ci sono due strade. L'app WhatsApp Business, gratuita, permette un messaggio di benvenuto, un messaggio di assenza, risposte rapide, etichette e catalogo: è automazione di base, adatta a chi riceve pochi messaggi. Per flussi veri, come risposte automatiche alle domande frequenti, raccolta dei dati del contatto, smistamento tra più persone e collegamento al CRM, serve la WhatsApp Business Platform, cioè l'API di Meta, usata direttamente o tramite un fornitore partner. L'API si collega a software di automazione e gestione dei contatti.
Che differenza c'è tra l'app WhatsApp Business e l'API?
L'app è pensata per una persona o un piccolo gruppo che risponde a mano dal telefono, con poche automazioni. L'API non ha un'app propria: si usa attraverso un software, come un CRM, un helpdesk o una piattaforma di chatbot, e permette più operatori sullo stesso numero, messaggi automatici, notifiche su ordini e appuntamenti e lo scambio di dati con altri programmi. L'API richiede un account aziendale verificato su Meta e il rispetto delle regole di WhatsApp sui messaggi inviati per primi.
Quanto costa la WhatsApp Business API?
Dal 1° luglio 2025 Meta fa pagare l'API a messaggio consegnato, con tariffe che dipendono dalla categoria del messaggio (marketing, utilità, autenticazione) e dal Paese del destinatario. I messaggi liberi inviati entro 24 ore dall'ultimo messaggio del cliente sono gratuiti, così come i messaggi di utilità inviati in quella finestra. Se il cliente scrive da un annuncio che apre WhatsApp e rispondi entro 24 ore, si apre una finestra gratuita di 72 ore. A questi costi si sommano il software o il fornitore e l'impostazione dei flussi. Le tariffe aggiornate per Paese sono sul sito di Meta.
Cosa sono i messaggi template di WhatsApp?
Sono messaggi con un testo approvato in anticipo da Meta, gli unici che un'azienda può inviare per prima o fuori dalla finestra di 24 ore dall'ultimo messaggio del cliente. Ogni template appartiene a una categoria: marketing per promozioni e offerte, utilità per conferme d'ordine, spedizioni e promemoria di appuntamento, autenticazione per i codici di accesso. La categoria determina il costo. Il testo può contenere campi variabili, come nome, data o numero d'ordine, e pulsanti di risposta.
Serve il consenso dei clienti per scrivere su WhatsApp?
Sì. Le regole di WhatsApp chiedono che il cliente abbia dato il consenso a ricevere messaggi dall'azienda prima che questa gli scriva per prima, e che possa smettere di riceverli facilmente. Per i messaggi promozionali serve anche il consenso al marketing previsto dal GDPR, raccolto con un'informativa chiara, ad esempio nel modulo del sito o in fase d'ordine. Quando è il cliente a scrivere per primo, rispondere alla sua richiesta non richiede altro.
Cosa si può automatizzare concretamente su WhatsApp?
Le risposte alle domande frequenti, come orari, prezzi indicativi e disponibilità; la raccolta di nome, richiesta e dati utili prima di passare la chat a una persona; conferme e promemoria di appuntamenti; notifiche di ordine e spedizione; lo smistamento della conversazione alla persona giusta. Ogni contatto può finire nel CRM con la campagna che l'ha generato e un promemoria se nessuno lo ricontatta. Le parti delicate, come trattative e reclami, restano a una persona.
Un chatbot su WhatsApp può sostituire le persone?
No, e non dovrebbe: gestisce le prime risposte e lo smistamento, poi passa la conversazione a una persona quando la richiesta lo richiede. Funziona bene quando ha risposte verificate su un perimetro limitato e dichiara cosa può fare. Se usa l'intelligenza artificiale, dal 2 agosto 2026 l'AI Act europeo chiede di informare chiaramente le persone che stanno parlando con un sistema automatico. Va sempre lasciata una via semplice per parlare con qualcuno.
