Cosa deve avere il sito di una piccola attività?
Il sito di una piccola attività deve avere dieci cose: 1) nella prima schermata il nome, cosa fai e in quale zona; 2) i pulsanti per chiamare, scrivere su WhatsApp e avere le indicazioni; 3) pagine che si aprono in fretta dal telefono; 4) orari, indirizzo e telefono uguali a quelli della scheda Google; 5) la partita IVA e gli altri dati dell'impresa; 6) l'informativa privacy e, se servono, il banner dei cookie; 7) il dominio intestato al titolare; 8) un modulo di contatto provato, che arriva davvero; 9) un modo per contare chiamate, messaggi e richieste; 10) foto vere dell'attività e dei lavori. Blog, animazioni e pagine in più vengono dopo.
Serve un sito se ho già la scheda Google e la pagina Facebook?
Sì, nella maggior parte dei casi conviene, perché il sito è l'unico spazio online che è davvero tuo. La scheda Google e la pagina Facebook sono gratuite e utili, ma regole, formato e cosa si vede li decidono le piattaforme. Sul sito spieghi servizi e condizioni come vuoi, raccogli richieste con un modulo e misuri da dove arrivano. Il sito aiuta anche la scheda: tra i dati del profilo Google chiede un telefono della sede o un sito web che rappresenti l'attività, e i clic sul link al sito si vedono tra i dati della scheda. Per un'attività piccola bastano poche pagine fatte bene.
Quali pulsanti servono a chi visita il sito dal telefono?
Da telefono servono tre pulsanti facili da trovare: chiama, scrivi su WhatsApp e indicazioni. Il pulsante per chiamare è un link al numero (tel:) che apre la chiamata con un tocco. Quello di WhatsApp usa il link ufficiale wa.me seguito dal numero completo in formato internazionale, cioè con 39 davanti e senza +, 00, spazi, parentesi o trattini, e può aprire la chat con un messaggio già scritto. Le indicazioni si danno con un link di Google Maps che apre l'app, se è installata, con la tua attività come destinazione. Se ricevi i clienti solo su appuntamento, al posto delle indicazioni metti il pulsante per prenotare.
Quanto deve essere veloce il sito di una piccola attività?
Il sito deve mostrare il contenuto principale in meno di 2,5 secondi, anche da telefono: è la soglia che Google indica come buona per il caricamento (LCP). Le altre due misure dei Core Web Vitals sono la risposta ai tocchi, buona sotto i 200 millisecondi (INP), e la stabilità della pagina, buona con un punteggio sotto 0,1 (CLS), cioè senza elementi che si spostano mentre leggi. Si controllano con PageSpeed Insights e, quando il sito è collegato, con Search Console. Spesso a rallentare il sito sono immagini troppo pesanti, video in apertura e temi o plugin pieni di funzioni che non servono.
Perché orari e dati del sito devono essere uguali alla scheda Google?
Nome, indirizzo, telefono e orari devono essere uguali su sito e scheda Google perché il cliente non sa a quale credere quando non lo sono, e rischi di perderlo. Google scrive che le attività con informazioni complete e accurate hanno più probabilità di comparire nei risultati locali, e chiede che il nome del profilo sia quello usato davvero, anche sul sito. Quando cambi un orario, anche per ferie o festivi, aggiornalo lo stesso giorno sulla scheda, sul sito e sui social. Per le chiusure di un giorno la scheda ha gli orari speciali, così non devi toccare quelli normali.
Quali dati dell'impresa vanno scritti sul sito?
Chi ha la partita IVA deve indicarla nella home page del sito: lo prevede l'art. 35 del DPR 633/1972 e, dal 1° gennaio 2027, l'art. 68 del nuovo Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026). Il D.Lgs. 70/2003 (art. 7) chiede poi di rendere facili da trovare nome o ragione sociale, sede, contatti con l'email, numero REA o di iscrizione al registro delle imprese e partita IVA; per le professioni regolamentate anche ordine e numero di iscrizione. Le srl e le altre società di capitali aggiungono ufficio e numero di iscrizione al registro delle imprese, capitale versato e, se c'è, il socio unico (art. 2250 del Codice civile). Di solito si mettono nel piè di pagina. Per il tuo caso chiedi conferma al commercialista.
Il sito di una piccola attività deve avere privacy e banner dei cookie?
L'informativa privacy serve quasi sempre, il banner dei cookie solo se usi strumenti che non sono tecnici. Se il sito raccoglie dati con un modulo, chi scrive deve ricevere le informazioni dell'art. 13 del GDPR: chi è il titolare, perché usi i dati, per quanto li tieni e quali diritti ha. Per rispondere a una richiesta di preventivo di solito non serve il consenso: la base è l'art. 6.1.b, le misure chieste dalla persona prima di un contratto. Secondo le linee guida del Garante del 2021, con i soli cookie tecnici basta informare nella home page o nell'informativa, senza banner. Pixel pubblicitari e statistiche che non rispettano le condizioni del Garante richiedono invece il consenso preventivo, con un banner che si può chiudere con la X senza accettare.
A chi deve essere intestato il dominio del sito?
Il dominio deve essere intestato al titolare dell'attività, non all'agenzia o al tecnico che fa il sito. Per i domini .it il regolamento del Registro chiama il titolare «Registrante»: è l'unico responsabile del nome a dominio e può cambiare Registrar, cioè il fornitore del dominio, con il codice Authinfo, che il Registrar gli deve comunicare. Puoi vedere i dati pubblici del tuo dominio con il servizio Web Whois del Registro .it e chiedere al fornitore chi risulta come Registrante. Chiedi anche le credenziali del pannello del dominio. Vale lo stesso per caselle email, scheda Google e account delle statistiche: devono essere tuoi, con l'agenzia aggiunta come collaboratore.
Come controllo che il modulo funzioni e quanti contatti porta il sito?
Il modulo si controlla mandando una richiesta di prova dopo ogni modifica al sito: deve arrivare nella casella giusta, con tutti i campi, e non finire nello spam. Conviene anche una copia automatica in un foglio o in un CRM, così nessuna richiesta si perde. Per contare i contatti si registrano come eventi l'invio del modulo e i tocchi su chiama e WhatsApp. La scheda Google mostra già chiamate, richieste di indicazioni e clic al sito; per riconoscere nelle statistiche le visite che arrivano dalla scheda, aggiungi al link del sito i parametri UTM. Una volta al mese guarda quanti contatti sono arrivati e da dove.
Servizi collegati
Fonti
- 01DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 35, comma 1 (testo in vigore fino al 31/12/2026), su Normattiva (letta il 17/10/2026)
- 02D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10, Testo unico IVA: art. 68 (partita IVA sul sito) e art. 171 (applicazione dal 1° gennaio 2027), su Normattiva (letta il 17/10/2026)
- 03D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70, art. 7 (informazioni generali obbligatorie), su Normattiva (letta il 17/10/2026)
- 04Codice civile, art. 2250 (indicazione negli atti e nella corrispondenza; ultimo comma: informazioni sul sito delle società di capitali), su Normattiva (letta il 17/10/2026)
- 05Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), artt. 6 e 13, su EUR-Lex (letta il 17/10/2026)
- 06Garante privacy, Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento, 10 giugno 2021 (letta il 17/10/2026)
- 07Registro .it, Regolamento di assegnazione e gestione dei nomi a dominio nel ccTLD .it, versione 7.1 (letta il 17/10/2026)
- 08Registro .it, Web Whois (letta il 17/10/2026)
- 09Google Search Central, Comprendere Core Web Vitals e i risultati di ricerca di Google (letta il 17/10/2026)
- 10WhatsApp, Come usare la funzione clicca per chattare (letta il 17/10/2026)
- 11Google for Developers, Maps URLs: Get Started (letta il 17/10/2026)
- 12Google, Linee guida per la rappresentazione delle attività commerciali su Google (letta il 17/10/2026)
- 13Google, Suggerimenti per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca locale (letta il 17/10/2026)
- 14Google, Informazioni sul rendimento e sugli approfondimenti del profilo dell'attività (letta il 17/10/2026)
- 15Google Analytics, Raccogli i dati delle campagne con URL personalizzati (UTM) (letta il 17/10/2026)
