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La scheda Google Business: come crearla e gestirla.

Di Alfredo Borsari e Lorenzo Partiti, New Media Solution · pubblicata il

In breve

La scheda Google Business, oggi chiamata Profilo dell'attività su Google e prima nota come Google My Business, è la scheda gratuita con cui un'attività compare su Google Maps e nella Ricerca con indirizzo o zona servita, orari, telefono, foto e recensioni. Si crea da un Account Google, si verifica con il metodo che Google propone e si compila con dati reali: il nome vero senza parole chiave, poche categorie precise, un indirizzo dove si ricevono davvero i clienti. Il proprietario deve restare l'attività; un'agenzia può gestirla come gestore, con il consenso esplicito del titolare.

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Cos'è la scheda Google Business?

La scheda Google Business è il Profilo dell'attività su Google, il servizio prima noto come Google My Business: mostra un'attività su Google Maps e nella Ricerca Google con nome, categoria, indirizzo o zona servita, orari, telefono, sito, foto e recensioni. Dalla scheda il titolare aggiorna i dati, pubblica aggiornamenti e risponde alle recensioni. Possono averla le attività che incontrano i clienti di persona, in una sede o andando da loro. Le attività che lavorano solo online, come un ecommerce senza punto vendita, non sono idonee.

La scheda Google Business è gratuita?

Sì, la scheda Google Business è gratuita: Google scrive che puoi creare un profilo dell'attività e mostrare la tua attività su Google senza costi. Si paga solo il lavoro, se lo affidi a un'agenzia o a un consulente. Chi si fa pagare per gestire la scheda, secondo le regole di Google, deve dirti per iscritto, prima di iniziare, che il servizio di Google è senza costi aggiuntivi. Nessuno può venderti un posto migliore nei risultati locali: Google scrive che non si può richiedere né acquistare.

Come si crea una scheda Google Business?

Per creare la scheda accedi a un Account Google, meglio se con l'indirizzo email del dominio aziendale, e avvia la creazione del profilo. Inserisci il nome dell'attività, o sceglila tra quelle suggerite se esiste già, poi la categoria. Indica se hai una sede che i clienti possono visitare, con personale presente negli orari di apertura: se sì inserisci l'indirizzo, se no indica la zona servita, fino a 20 aree e, come consiglia Google, non oltre circa due ore di auto dalla sede. Aggiungi telefono e sito e scegli il metodo di verifica. Se Google ti avvisa che qualcun altro ha già verificato l'attività, puoi chiederne la proprietà.

Come si verifica la scheda Google?

La scheda si verifica con uno dei metodi che Google propone per quell'attività, che non si possono cambiare: telefono o SMS, email, videochiamata in diretta, registrazione video o cartolina con un codice. Quando è disponibile, Google consiglia la registrazione video: almeno 30 secondi girati dal telefono in un'unica ripresa, mostrando dove si trova l'attività, che esiste e che la gestisci tu, senza volti di altre persone né dati sensibili. Con la cartolina il codice arriva di solito entro 14 giorni e scade dopo 30; nel frattempo non cambiare nome, indirizzo o categoria. La revisione richiede fino a 5 giorni lavorativi, raramente di più, e prima della verifica i clienti non vedono la scheda.

Cosa bisogna compilare nella scheda Google?

Nella scheda vanno compilati: il nome reale dell'attività, lo stesso dell'insegna e del sito; poche categorie, le più specifiche possibili; l'indirizzo, se ricevi clienti, oppure la zona servita; gli orari normali e quelli speciali per festività e chiusure; un telefono controllato dall'attività, meglio locale che di un call center; il sito; la descrizione, senza link e senza puntare su prezzi e promozioni; servizi, attributi, foto e video. Google scrive che le schede complete e accurate hanno più probabilità di comparire nelle ricerche locali. A chi lavora solo su appuntamento Google chiede di non indicare orari.

Quali sono gli errori più comuni nella scheda Google?

L'errore più comune è aggiungere al nome parole chiave, città, slogan o servizi, per esempio «Bar Centrale colazioni Modena» al posto di «Bar Centrale»: Google scrive che può portare alla sospensione del profilo. Altri errori frequenti: usare l'indirizzo di un ufficio virtuale, di una casella postale o di un coworking senza insegna e senza personale; creare più schede per la stessa attività; mostrare l'indirizzo quando non ricevi clienti in sede, invece di nasconderlo e indicare la zona servita; usare le categorie come parole chiave; mettere link nella descrizione o riempirla di prezzi e promozioni; offrire incentivi in cambio di recensioni.

Chi può gestire la scheda Google di un'attività?

La scheda può avere più proprietari, ma un solo proprietario principale, e più gestori. Il proprietario ha il controllo completo: aggiunge e toglie utenti e può eliminare la scheda. I gestori hanno quasi lo stesso accesso, quindi modificano le informazioni, rispondono alle recensioni e pubblicano post, ma non possono aggiungere o togliere utenti né eliminare il profilo. Ognuno entra con il proprio Account Google, senza condividere password, e chi è appena stato aggiunto deve aspettare sette giorni prima di togliere altri utenti o trasferire la proprietà. La regola pratica: il proprietario resta l'attività, chi la aiuta entra come gestore.

Quali regole deve rispettare un'agenzia che gestisce la scheda Google?

Un'agenzia che gestisce la scheda di un cliente deve seguire le norme di Google per le terze parti. Può rivendicare la scheda solo con il consenso esplicito del titolare, scritto o dato con un'azione attiva come una casella spuntata, e per rispondere alle recensioni serve un'approvazione esplicita: quella a voce non basta. Il cliente deve restare proprietario o comproprietario e l'agenzia entra come gestore. Se si fa pagare, deve dire per iscritto, prima di iniziare, che la scheda è gratuita. Se lavora soprattutto con piccole e medie imprese, deve avere sul sito, ben visibile, il link alla nota di Google «Collaborare con terze parti» e segnalarla ai clienti via email o per posta. Se il cliente lo chiede, deve restituirgli il controllo entro 7 giorni lavorativi. Non può garantire il primo posto né presentarsi come Google.

Cosa fare se la scheda esiste già ma la gestisce un altro?

Se la scheda della tua attività è già verificata da qualcun altro, per esempio un ex collaboratore o un'agenzia con cui non lavori più, puoi chiederne la proprietà da business.google.com/add: cerchi l'attività, selezioni «Richiedi l'accesso» e compili il modulo. L'attuale proprietario riceve una email e ha tre giorni per rispondere; se non risponde, in alcuni casi puoi rivendicare la scheda e verificarla tu. Per le attività senza sede aperta al pubblico la richiesta si fa contattando l'assistenza di Google. Un'agenzia che rispetta le regole, comunque, ti restituisce il controllo quando lo chiedi.

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